Cornetti da colazione...facili e buonissimi

>> domenica 7 febbraio 2010

A fare i cornetti ci ho provato tante volte, diciamo che tutti i miei tentativi si sono conclusi con dei disastri, soprattutto per quanto riguarda la fase sfogliatura...burro che usciva da tutte le parti, chili di farina per rimediare e ovviamente dal forno uscivano più che altro dei biscotti dall'orribile puzza di burro bruciato...!!!
Mi ero ripromesso di non riprovarci mai più, d'altra parte visto anche l'apporto calorico non mi sembrava il caso di farli, e se ci fossi riuscita? Addio dieta!!!
Ieri però mi ritrovavo senza nulla da fare e mi sono detta : ma insomma, tutto sommato non può essere così difficile : in fondo il risultato da ottenere è un prodotto da forno soffice e lievitato come una brioche, sfogliato e fragrante come un croissant, ma solo nella forma perchè il croissant, quello francese, è solo una pasta sfoglia, senza zucchero, senza uova, tutto burroso...insomma, nulla a che vedere col cornetto, quello italiano, QUELLO DEL BAR!!!
Quindi ho pensato di partire dalla ricetta delle mie brioches catanesi e di fare qualche piccolo adattamento, unendo il procedimento delle sfogliatura, limitandomi a tre giri, avendo letto sul web che sono più che sufficenti.



Il risultato è più che soddisfacente, direi ottimo se non avessi commesso l'errore di fare dei cornetti troppo piccini, davvero mignon!! ! In compenso l'interno è bello gonfio e sfogliato.


Ingredienti :

670 gr di farina, metà manitoba (con buona capacità di assorbimento) , metà 00
20 gr di lievito di birra
150 gr di latte
8 gr di sale
130 gr di zucchero
60 gr di burro per l'impasto
170 gr di burro per sfogliare (di buona qualità, con almeno l'82% di massa grassa)
3 uova
Aromi (facoltativo) : vanillina ed essenza di limone, in alternativa una goccia di aroma panettone e due di aroma burro.

Nel primo pomeriggio:

Prendiamo 170 gr di burro freddo di frigo, poniamolo tra due pezzi di carta da forno e stendiamolo con il mattarello in modo da ricavarne un foglio alto circa mezzo cm, richiudiamolo nella carta da forno e poniamo in frigo.



Prepariamo la biga, unendo il lievito sbriciolato, 72 gr di latte tiepido (non caldo!) e 120 gr di farina. Lavoriamo il minimo, in modo da ottenere un composto piuttosto asciutto, copriamo con della pellicola e lasciamo lievitare fino al raddoppio (circa un ora, tempi variabili in base alla temperatura).

Trascorso il tempo, prendiamo la biga, spezzettiamola nella ciotola dell'impastatrice (o in un altro recipiente che vi permetta una lavorazione agevole), uniamo il rimanente latte, lo zucchero, gli aromi e 1/3 della farina, facciamo lavorare l'impastatrice con il gancio a vel 1. Quando l'impasto sarà diventato omogeneo continuiamo ad unire gli altri ingredienti, cominciando dalle uova, una alla volta, alternandole alla farina, stando attendi ad aggiungere il successivo quando il precedente sia stato ben assorbito. Con l'ultimo uovo aggiungiamo il sale ed alla fine il burro. Continuiamo a lavorare a velocità 1-2 con il gancio inserito finchè l'impasto non si sarò formato. In mancanza dell'impastatrice potete lavorare benissimo a mano, avendo l'accortezza di unire il burro alla fine, spezzettandolo ed aggiungendolo al centro dell'impasto leggermente appiattito sul piano di lavoro.
Mettiamo l'impasto in un luogo tiepido, coperto con pelicola, e facciamo lievitare per circa due ore.

Trascorso questo tempo prendiamo il nostro impasto, stendiamolo leggermente su di un piano infarinato in modo tale da ottenere una "coperta" abbastanza larga nella quale avvolgere il panetto di burro preparato precedentemente.

 

Avvolgiamo il burro richiudendo i lati superiore ed inferiore della pasta...

 

 e poi quelli sinistro e destro, uno sull'altro...

 


a questo punto mettiamo la pasta con la parte delle pieghe davanti a noi, come se si trattasse di un libro da sfogliare, e stendiamo con il mattarello. Il concetto fondamentale è che non dobbiamo tirare la pasta ma piuttosto appiattirla; iniziamo quindi dando delle "martellate" con il mattarello e poi proseguiamo pressando la pasta dal centro in alto e dal centro in basso, allungandola in verticale, mai in orizzontale.


 

e pieghiamo di nuovo a portafoglio...



 



avvolgiamo in un canovaccio e lasciamo riposare in frigo per un minimo di 30 minuti, in modo tale che il burro possa compattarsi.

Trascorso questo tempo riprendiamo l'impasto e poniamolo sempre con le pieghe visibili dalla nostra posizione...


e stendiamo nuovamente la pasta, sempre pressando, non tirando, dal centro verso l'alto e dal centro verso il basso.
Ripieghiamo nuovamente a portafoglio: questa è la terza ed ultima piega. Riponiamo in frigo per almeno 30 minuti, se possiamo farla riposare di più è meglio.
Trascorso questo tempo riprendiamo l'impasto e cominciamo a stenderlo, stavolta sia in lunghezza che in larghezza, creando una sfoglia alta non più di tre millimetri, spolverando bene il piano di lavoro con della farina, in modo che le eventuali fuoriuscite di burro non facciano attaccare l'impasto.

Formiamo due striscie di pasta alte circa 15 cm e da queste ricaviamo dei triangoli della base di circa 10 cm (io li ho fatti molto più stretti, quindi sono venuti piccini!).

 


Se vogliamo possiamo porre il ripieno in corrispondenza dell'estremità basale della pasta, senza esagerare con le quantità (regoliamoci con un cucchiaino massimo di nutella, crema, marmellata, etc) e arrotoliamo i cornetti, partendo dalla base fino ad arrivare alla punta.
I cornetti sono ora pronti per l'ultima lievitazione. A questo punto abbiamo 2 strada percorribili:

1 -  Poniamo  a lievitare fino al raddoppio, dipendentemente dalla temperatura potrebbero volerci un paio di ore come anche tutta la notte (con circa 20 gradi centigradi). 

2 - Mettiamo i cornetti appena realizzati in congelatore in modo da cuocerli in un secondo momento. In questo caso dobbiamo ricordarci che per avere dei cornetti pronti da infornare la mattina dobbiamo metterli fuori dal frigo e a temperatura ambiente la sera prima, in modo che abbiano tutta la notte per scongelarsi e lievitare.

L'ultima fase, finita la lievitazione, è quella di pennellare i cornetti con dell'uovo battuto ed infornare a 180 gradi per circa 15 minuti, fino a che non saranno ben coloriti. 
Buon Appetito!!!

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Torta caprese, una delizia al cioccolato

>> martedì 2 febbraio 2010

Non un grammo di farina per questa delizia, una torta morbida, che si fonde in bocca, un vero peccato di gola.
Perchè possa essere apprezzata in pieno va consumata a partire dal giorno seguente la preparazione, leggermente scaldata al microonde : è questo un passaggio fondamentale, che ermette di sprigionare appieno l'aroma intenso del cioccolato.
La ricetta è presente un pò ovunque sul web, in varie versioni, questa è sicuramente la migliore, a mio avviso, semplice da ricordare e da preparare.

Ingredenti (per una tortiera da 26 cm di diametro)

200 gr di cioccolato fondente
200 gr di burro
200 gr di zucchero
200 gr di mandorle spellate
5 uova

Fondere il burro con il cioccolato a bagno maria, farlo raffreddare; tritare grossolanamente le mandorle con un frullatore, a parte montare le uova con lo zucchero come per il pan di spagna, facendo in modo cioè che triplichino di volume, diventino bianche e ben compatte.
Unire alle uova le mandorle tritate, mescolando dall'alto al basso con una spatola, in modo che non smontino.
Una volta che la mandorle sono ben amalgamate unire il composto di cioccolato e burro tiepido, facendo attenzione a mescolare bene, poichè il cioccolato tende a depositarsi sul fondo.
Versare in un a tortiera da 26 cm imburrata ed infarinata ed infornare in forno già caldo, 180 gradi per 30minuti circa.
Prima di sofrnare fate la prova stecchino : in questo caso l'interno deve risultare leggermente umido, ma non liquido.
Ripeto che va consumata solo il giorno dopo, appena sfornata non ha certamente lo stesso sapore; l'ideale sarebbe riscaldarla leggermente al microonde in modo da rendere l'interno morbido e cremoso.

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Gnocchi al pistacchio

>> domenica 24 gennaio 2010

Scoperta sensazionale : gli gnocchi, preparati con il pesto di pistacchio, sono qualcosa di eccezionale. Una goduria, un' accoppiata davvero fantastica, non ci avrei mai pensato.
E' stata una scoperta casuale dovuta ad uno sguardo rapido al desolante spettacolo offerto dal mio frigo mezzo vuoto nel quale, tra gli altri residuati bellici, ho notato che mi era rimasta mezza confezione di gnocchi e un pò di pesto di pistacchio.
Perfetto, tanto a mia madre gli gnocchi non piacciono.
E' bastato scaldare il pesto in un padellino nel quale avevo precedentemente fatto soffriggere la cipolla e unire un pò di latte (si, lo so, ci vorrebbe la panna ma il latte è molto più light, quindi adattissimo al post-natale ed onora comunque perfettamente la causa).
Scolati gli gnocchi li ho uniti al pesto e....gemiti di piacere delle mie papille gustative.
Provare per credere!

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Cassata siciliana

>> venerdì 13 novembre 2009






E' la classica cassata siciliana, nella versione catanese, ovvero senza il marzapane sotto la glassa che è invece presente nella versione palermitana . Non credo necessiti di particolari spiegazioni, è un semplice pand si Spagna tagliato e striscioline e utilizzato per rivestire una tortiera, o meglio una ciotola leggermente svasata, dal cui nome arabo prende origine il termine di "cassata".
E' importante, anzi fondamentale per la riuscita del dolce, che la ricotta sia freschissima; le proporzioni tra ricotta e zucchero sono di 10 : 4, ovvero per un chilo di ricotta bisogna utilizzare 400 gr di zucchero, non di più, pena un gusto decisamente stucchevole. La glassa è realizzata con zucchero impalpabile al quale va aggiunta la quantità di acqua necessaria ad ottenere un composto denso ma fluido, che scivoli bene sulla superfice della torta e che rapprenda velocemente.
Prima di ricoprire la cassata può risultare utile fare una prova di consistenza su di un piattino.
 

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Graffe




 
Queste buonissime graffe non sono di mia invenzione, la ricetta è stata infatti presa in prestito dal blog di Adriano, che ringrazio tantissimo, e la trovate qui.
Il sapore è molto simile a quello delle graffe vendute nei bar qui a Catania, spero vi piacciano!!

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Tartufi bianchi e neri




 

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La fiera dei morti...e delle menzogne.

>> lunedì 2 novembre 2009

Ecco un articolo apparso il 30/10 sul sito internet radiocatania :
"Prosegue il ricco programma di iniziative commerciali all’interno della Fiera dei Morti. L’evento, che sta raccogliendo consensi da parte delle centinaia di visitatori che da poco più di due giorni affollano il “Santa Sofia”, è stato ancora una volta caratterizzato da grandi attrazioni che non hanno mancato di appassionare adulti e bambini. Ieri complice la bella giornata di sole si è potuto registrare una importante affluenza sin dall’apertura dei cancelli: “ Tutto sta andando secondo le nostre previsioni della vigilia – dice il vice sindaco ed assessore alle Attività Produttive Mario Chisari- la fiera dei morti rappresenta un appuntamento storico ed importante per la nostra città  che unisce da un lato l’importante tradizione del culto dei Defunti, e dall’altro la forte vocazione commerciale di Catania. Ci stiamo prodigando per rendere tutto estremamente ordinato, pulito e sicuro. Finora ci siamo sempre riusciti”. La fiera
rappresenta una manifestazione capace di attirare l’interesse dei catanesi, attirati da un’offerta commerciale unica e non solo. Ieri è stata una giornata all’insegna delle famiglie e del divertimento: “ Tutti i presenti, Sindaco in testa- afferma il titolare di una delle bancarelle- ha potuto constatare di persona la bravura, la competenza e la professionalità di noi esercenti. Stiamo incrementano i nostri affari e per tanti di noi, in questo periodo di profonda crisi, è una boccata di ossigeno non indifferente”. La sicurezza e la circolazione veicolare come sempre verranno prima di tutto. Per garantire la tranquillità e il rispetto delle regole, vigili urbani e forze dell’ordine intensificheranno i controlli nelle vie limitrofe, provvedendo al sequestro di articoli posti in vendita da commercianti non in regola ed elevando multe o provvedendo alla rimozione forzata del mezzo per tutti gli automobilisti indisciplinati.
Come l’anno scorso, sarà allestito un piano di collegamento per coinvolgere le municipalità ed i comuni limitrofi quali Gravina, Mascalucia, Sant’Agata Li Battiati, San Giovanni La Punta, Tremestieri e Misterbianco.
“ Ognuno di noi sta facendo un ottimo lavoro- sottolinea Concetto Cappadonna- ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sin dall’ingresso ai parcheggi, la gente si congratula con noi per l’ordine che stiamo riuscendo a mantenere”.
Tante le vie d’accesso, sia dalla tangenziale che dalla circonvallazione, per garantire una maggiore fluibilità ed essere raggiungibile utilizzando le fermate Amt  dell’autobus 443, in via Zenone, e 449, in via Carubella. Come sempre saranno presenti tutte le categorie merceologiche. La pulizia quotidiana, e ovviamente finale dell’intera zona è garantita dagli operatori della Nettezza urbana"

Ora io mi chiedo : ma hanno voglia di scherzare? Pulizia ed ordine? Aspettate, ma state parlando della fiera dei morti di Catania, dove munnizza, disordine ed illegaità regnano sovrane? Bhè, se è così vi consiglio di darvi una rinfrescata perchè siete ben lontani dalla realtà...
La cosidetta "fiera dei morti", organizzata per il secondo anno nella zona di via Santa Sofia non raggiunge certo i livelli di delirio omnipresenti quando la manifestazione era organizzata nel già intasatissimo centro storico (per chi non ne ha esperienza diretta vi lascio immaginare come può essere una manifestazione fieristica organizzata al centro di una città caotica come Catania), ma vi si avvicina molto.
Innanzitutto sono assolutamente contraria all'iniziativa do coloro ii quali (l'Università?) hanno deciso di affidare alla manifestazione un parcheggio destinato agli studenti e lavoratori che ogni mattina si recano, non per piacere, presso la cittadella universitaria ed il policlinico, sottraendo loro un utile ausilio data la cronica mancanza di posteggi nella zona. Vi sono molte altre strutture più idonee, giusto per citarne una, l'inutilizzato (ed inutile) parcheggio scambiatore di Via Leucatia.
Ma passiamo oltre. Nei giorni di maggiore affluenza (ovvero ieri ed oggi) le zone limitrofe divengono impraticabili per i residenti che si vedono costretti a difficoltosi slaloom per ritornare a casa : autovettore posteggiate ovunque, su marciapiedi di strade già di per sè molto strette, sulle scivole di accesso ai condomini, agli angoli delle strade, in doppia e tripla fila, posteggiatori abusivi di tutti i tipi (anche ragazzini improvvisatisi tali per l'occasione) venditori di castagne e quant'altro ad occupare ogni angolo rimasto disponibile.
Insomma, una situazione insostenibile.
Per cui, ieri sera, stufa della situazione, chiamo la polizia municipale, se non altro per sapere cosa stanno facendo per risolvere la situazione.
Alla prims chiamata colui che mi risponde, dopo aver sentito la mia richiesta mi dice "Signora, ha perfettamente ragione, le passo la centrale operativa e vediamo cosa possiamo fare". Silenzio di qualche minuto e dopo di chè cade la linea.
Non demordo e provo con la municipale di gravina. L'agente che mi risponde, davvero gentilissimo, mi informa che purtroppo la loro unica pattuglia è impegnata davanti al cimitero. Ma non si limita a dirmi questo: mi sostiene nelle mie ragioni e mi fa presente che purtroppo il problema è del comune di catania perchè è da quest'ultimo che la manifestazione è organizzata; "Signora, ha ragione, queste cose loro le organizzato così, come si sveliano la mattina, senza pianificare nulla, senza organizzare un piano viario : si immagini che non si sono degnati minimamente di contattarci per organizzarsi con noi. Purtroppo Lei non è la prima che chiama, e mi dispiace tantissimo. Adesso chiamo la centrale di catania e vediamo cosa fare".
Davvero una persona gentilissima, fossero tutti così!
Comunque sia la sua chiamata non deve avere avuto molto effetto perchè oggi pomeriggio la situazione era identica se non peggiore, e a serata è appena iniziata, quindi...CHE NON VENGANO A RACCONTARCI CAZ...ATE, PLEASE

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Pizza in teglia morbida.



Negli ultimi giorni mi sono messa a provare un pò di ricette del mitico Adriano. Devo dire che mi sono avventurata praticamente ad occhi chiusi, certa della bravura e affidabilità dell'autore, ed ho fatto più che bene: i lievitati non hanno segreti per lui ed i risultati sono stati eccezionali!
Questa è la sua pizza in teglia ad alta idratazione, morbida e profumatissima!!
Riporto gli ingredienti ed il procedimento che trovate nel suo blog, e ne approfitto per ringraziarlo!
E' una preparazione che, per l'alta idratazione, richiede l'utilizzo dell'impastatrice (meno male che l'ho comprata!).


Ingredienti per due teglie 28 x 25
Farina W 280 - 300 (in alternativa 80% manitoba e 20% 00) 560gr
acqua 525gr
lievito fresco 6gr
olio e.v.o. 30gr
sale 17gr


La sera prima prepariamo il cosidetto "poolish" impastando 500 farina, 500gr acqua fredda di rubinetto, 2gr lievito. verrà un impastoo piutto sto liquido che lasceremo a temperatura ambiente (20°) nella ciotola dell'impastatrice coperta da un piatto.


Al mattino (dopo 12 ore ca.):sciogliamo 4gr di lievito in 25gr d'acqua, versiamo nella ciotola insieme alla farina rimanente. Montiamo la foglia dell'impastatrice (o gancio k) ed avviamo a velocità bassa. Dopo poco uniamo il sale ed aumentiamo lentamente la velocità a 2, impastiamo fino a che non incorda (ovvero si "arrotola" sul gancio).





Mettiamo il gancio ad uncino, riavviamo a velocità a 1 ed uniamo l'olio un cucchiaino alla volta, aspettando man mano che vengano assorbiti. Riportiamo lentamente la velocità a 2 ed impastiamo fino a che la massa non si stacca dalla ciotola e diventa lucida.


A questo punto fermiamo la macchina e copriamo con un panno. Dopo 20'. riavviamo a vel. 1,5 e lasciamo fare una decina di giri; copriamo e ripetiamo l'operazione. Mettiamo in frigo, coperto, in una zona dove ci siano ca. 8°(controllate con un termometro da cucina).
Verso le 16 controlliamo la lievitazione, se è scarsa tiriamo fuori, altrimenti lasciamo in frigo fino alle 19. Io di solito ho dovuto tirare fuori dal frigo.
Alle 19 tiriamo fuori, rovesciamo sul tavolo abbondantemente infarinato, spezziamo in due parti e con il taglio rivolto in alto pieghiamo cisacuna in tre, poi ancora in tre a portafoglio. Mettiamo in due teglie unte, con la chiusura sotto, e copriamo a campana.
Dopo 30' stendiamo allargando delicatamente con le mani (per facilitare picchiettiamo prima con la punta delle dita), aiutandoci con il minimo possibile di farina. Copriamo e lasciamo lievitare 30 - 40'.
Cospargiamo delicatamente con pelati leggermente frullati lasciando non più di un dito di cornicione, saliamo ed inforniamo a metà altezza a 250°. Cinque minuti prima della fine della cottura (in totale 15 - 20 mn.) tiriamo fuori, cospargiamo di  mozzarella, un giro di olio e reinforniamo fino a cottura.

Buon appetito!

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This is it!!!

>> martedì 27 ottobre 2009

Ecco fresche fresche per voi le succulente notizie di oggi, direttamente dal tg2.
Per prima cosa la politica: pace fatta tra Berlusca e Tremo, come sottofondo " All you need is love", Beatles.
Dopo essere corso a farsi difendere da Bossi il povero Tremonti ha finalmente chiarito con Berlusconi: l'amore non è bello se non è litigarello.
Seguono tre servizi sul presunto abbandono del PD da parte di Rutelli con relativa storia della vita di "colui che viene soprannominato Ciccio Bello" (testuali parole) ; sottofondo "Centro di gravità permanente di Battiato.
Un servizio rapido invece per la conferma della condanna di reclusione per l'avvocato Mills.
Chiusa la esauriente pagina politica si passa alla "cronaca" : ennesimo servizio sull'omicidio di Chiara Poggi; esclusivo !!! : al tg2 l'intervista della donna che si è fatta scappare di mano la carrozzina col proprio bimbo dentro, finita sui binari mentre sta per passare il treno. La donna, che come si vede dal video si era fatta letteralmente addosso, parla di miracolo (culo enorme) in una intervista ad una rete austriaca.
Segue un servizio su "Animal Farm" (fu scritto per contrastare l'ideologia comunista? Misteri che ancora devono essere svelati!) e poi, udite udite : Brad Pitt che cade dalla moto, e infine, dulcis in fundo, servizio su Michael Jackson, che ci sta sempre bene.
No comment.

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efjoi ergoier

>> domenica 25 ottobre 2009

wdhiuowioifewhihfhdskjbhjkl sjkkjjjjjjjjjjjjjjjjjjol            psssssssssssssssss  jjjjjjjjjjjjjjoò joò j juosqw fuewhi bv cbfgj wh nfuew b hip gheri fhueai fhreiuaqvc ps ygr hbieò tu hbus aefhurgf gfr

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Dopo la pioggia....

>> sabato 24 ottobre 2009





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Rame di Napoli

>> domenica 18 ottobre 2009






Stamattina sono stata in pasticceria da mio zio...e vedendo gli scaffali pieni di leccornie del periodo (bersaglieri, totò, n'zuddi, etc, etc...), non potevo perdere l'occasione di rubare la ricettuzza delle rame di napoli, che di napoletano non hanno niente!
Sono infatti una tipica delizia catanese preparata nel periodo della ricorrenza dei defunti.
Sono riuscita a decifrare la ricetta da mio zio tra preparazione di una torta di compleanno e la decorazione dei cestini di crema con le fragoline e poi sono andata di memoria e di improvvisazione (perchè non avevo carta e penna e perchè nella fretta non potevo chiedergli il procedimento, se no mi uccideva!!)
Il risultato devo dire che è ottimo!!
Allora, per prima cosa dovete fare un pan di Spagna : io questa cosa non la sapevo perchè nelle ricette on line non l'avevo mai senita, però così dice il grande capo e ho fatto bene a fidarmi! Dunque, il pan di spagna lo dovete fare dello stesso peso (circa ) dello zucchero della ricetta, a me ne serviva 110 gr quindi ne ho fatto uno da due uova, 60 gr di zucchero e 60 di farina, così ero sicura di arrivare almeno a 120 gr di peso (il resto me lo sono pappato :-D ) io l'ho fatto senza lievito e vi consiglio di fare altrettanto perchè poi dovrete aggiungerlo all'impasto che prevede un altro agente lievitante.

Quindi queste sono le dosi :
300 gr di farina;
110 gr di zucchero;
110 gr di pan di Spagna;
120 gr di miele di acacia;
75 gr di acqua;
45 gr di burro fuso;
4,5 gr di ammoniaca per dolci;
65 gr di cacao;
2 goccie di aroma arancia;
1 chiodo di garofano;
un pizzico di cannella.

Per ricoprire
Cioccolato di copertura fondente di ottima qualità.
Granella di pistacchio.

Il procedimento è piuttosto semplice: setacciate in una terrina capiente la farina, lo zucchero, il cacao e l'ammoniaca, aggiungete il miele e mescolate bene. Unite la cannella, l'aroma all'arancia e il ciodo di garofano precedentemente schiacciato con il batticarne.
Spezzettate il pan di Spagna ed unitelo al composto, infine aggiungete l'acqua ed il cacao e cominciate ad impastare usando le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Dividetelo in tre o quattro pezzi e ottenete dei "salsicciotti" di circa 3 cm di diametro che taglierete in pezzi lunghi circa 5 cm.
Posizionateli sulla piastra rivestita di carta da forno e schiacciateli un pò, dando una forma ovale.
Infornate a 180 gradi per una decina di minuti, facendo attenzione a che rimangono morbidi.
Una volta freddi sciogliete la cioccolata e mettetela in una ciotola un pò larga, prendete le rame ed immergetene la parte superiore nella cioccolata, mettete al centro un pò di granella di pistacchio e lasciatele riposare un paio di ore.
Buon appetito!

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BAARIA

>> domenica 11 ottobre 2009

Ho pensato di parlare un pò di questo film semplicemente perchè è l'ultimo che ho visto...e forse anche perchè, sebbene sia passata una settimana, ancora a volte mi sorprendo a rifletterci e a cercare di capire che impressione mi abbia dato.
Vederlo credo fosse diventato quasi un obbligo: se ne è parlato molto, forse troppo, e poi, se era piaciuto al nostro amato presidente del consiglio...non potevo non andare a capirne il perchè!
Ciò che alla fine mi è rimasto è una sensazione strana, già provata altre volte, nel non riuscire ad esprimere un giudizio netto alla domanda : "Allora, ti è piaciuto? Com'è?".
Non posso dire che sia un bel film nè che non mi sia piaciuto; di sicuro ho capito il motivo per il quale sia piaciuto al "cavaliere": una visione del fascismo che definirei da "barzelletta", leggera e ironica, una visione del comunismo come movimento di disfatta, responsabile di tutto il male della società, un episodio come quello di portella della Ginestra relegato all'immagine di un titolo su di un giornale.
Tornatore  vorrebbe racchiudere in 150 minuti 40 anni di storia italiana, raccontando al contempo la vita di un paese di provincia, con il suo corteo di "mostri" e "santi" tali da meritare un posto nell'affresco della cattedrale, e una delicata storia d'amore, affidando il tutto ad una narrazione corale in pieno stile verista, direi quasi "malavogliano".
Il regista vorrebbe prendere in considerazione un piano sociale, un piano storico, un piano politico ed un piano personale della vita dei suoi protagonisti ma in realtà non riesce ad approfondirne alcuno; decisamente non si può volere tutto e bisognava forse sacrificare qualche aspetto per approfondirne qualcun'altro.
Pur nella coralità della visione,alcune scene si evidenziano racchiudendo piccoli momenti di un mondo svanito, che Tornatore rievoca con nostalgia : la "rivoluzione" rappresentata dal ballo “misto” dove per la prima volta un uomo invita a ballare una donna, i saluti per i defunti affidati ai moribondi ( così tanti che "se non me li scrivete finisce che me li scordo") , la fuitina al contrario, la santa patrona, che sotto una pioggia battente, "se non rientra lei in Chiesa, non entra nessuno", i voti dei non vedenti, trasportati freneticamente ale urne alla diperata ricerca di una vittoria elettorale, la, prevedibile, fuoriuscita della mosca (ancora viva?) dalla trottola nella qual era stata rinchiusa.
Il risultato, per me, è un' "insalata mista", dove si "vola" in modo un pò troppo forzato e senza coesione, da un'epoca ad un'altra ( utilizzando, per forza di cose, il dissolvimento di una scena per passare alla successiva, come se si trattasse di capitoli di un libro) e che alla fine ti lascia dentro un grande senso di delusione.
Il cast, di tutto rispetto, che vede una esagerata sequela di attori noti al grande pubblico ( Luigi Lo Cascio, raul Bova, Beppe Fiorello, Laura Chiatti, Nicole Grimaudo, Michele Placido, Nino Frassica, Tony Sperandeo,  Aldo Baglio, Vincenzo Salemme, Giorio Faletti, Leo Gullotta, Ficarra e Picone, etc) delegati a ruoli secondari con la scelta di riservare al ruolo dei protagonisti volti meno noti ( Francesco Scianna e Margareth Madè) è un vano tentativo di riempire una storia vuota e di attirare più spettatori possibili. Da sottolineare il ruolo di Monica Bellucci, alla quale Tornatore assegna l'unico ruolo che evidentemente reputa all'altezza dell'attrice ( vedere per capire :op !).
Meritano invece una nota più che positiva le splendide musiche di Ennio Morricone che non si smentisce mai, la riproduzione degli ambienti, interni ed esterni, ee la splendida fotografia diretta da Enrico Lucido.
Insomma, il film merita  certamente di essere visto ma non è certo il capolavoro che avrebbe potuto essere.
Non so se il film vincerà l'oscar, il che comunque non credo abbia un grande significato reale, ma se posso permettermi credo davvero che meriterebbe un premio il trailer, toccante, ben fatto, lascia parlare i gesti, le immagini, le musiche, piuttosto che le parole, ed emoziona al punto da dare i brividi.

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Gelo di mellone

>> mercoledì 23 settembre 2009

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Bavarese alla pesca con mousse al limone

>> lunedì 21 settembre 2009


Ricetta rubata dalla dolcissima Lusi dei Docidichiara, è una semplice base biscotto (400 gr di Digestive e 150 gr di burro) alla quale ho unito una crema pasticcera al limone (buccia di 2 limone + colla di pesce per rassodarla) e nel mezzo uno strato di geleè di pesche.
Ho poi decorato con tortagel aromatizzata con succo di pesca.
E' un dolce fresco e leggero, velocissimo da realizzare.


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Surf cake



Ed ecco la Mississipi moud cake, un dolce supercioccolatoso dalla consistenza morbida e fangosa, come dice appunto il nome, a ricordare il fango del delta del fiume. E' quindi un dolce tipico del sud degli USA che ho ricoperto in panna e decorato con gelatina alimentare, biscotti digestive e soggetti in pasta di zucchero.
Non è perfetta ma la trovo simpatica ed adatta al festeggiato, maniaco del windsurf.
Da notare lo squalo che segue il mio ignaro papà!!

Ingredienti:

250 gr di burro
250 gr di cioccolato fondente
180 ml di acqua
2 cucchiaini di caffè liofilizzato
150 gr di farina autolievitante (detta anche "farina magica")
150 gr di farina 00
70 gr di cacao in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
250 gr di zucchero
4 uova
120 ml di latticello
2 cucchiai di olio
Procedimento


In un pentolino sciogliete insieme all'acqua il burro, il cioccolato ed il caffè solubile, girando con un cucchiaio di legno finchè non avrete una crema liscia; togliete quindi dal fuoco e lasciate intiepidire.
Setacciate in una terrina le due farine insieme al cacao ed al bicarbonato e allo zucchero. Aggiungetevi le uova appena un pò sbattute con il latticello e l'olio e mescolate bene.
Incorporatevi quindi l'impasto con il cioccolato e versate l'impasto in una tortiera da 26 cm imburrata ed infarinata.
Passate in forno caldo a 160 gradi per circa un'ora e venti minuti: i tempi sono comunque soggettivi, prima di sfornare fate la prova stecchino che dovrà uscire leggermente umido.
Sfornate il dolce e richiudetelo entro un telo a cucina nel quale lo lascierete raffreddare.
Tutto sommato è una preparazione semplice ma vi assicuro che il gusto è qualcosa di formidabile, si sente davvero tutto il sapore e l'odore del cioccolato, una delizia!

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Dalla panna....il burro ed il latticello (buttermilk)

Per la torta di compleanno di mio papà avevo proprio voglia di preparare una Missisipi food cake, la delizia americana al cioccolato, già fatta altre volte ma che che prevede il latticello tra gli ingredienti. Ho sempre sostituito questo ingrediente, tipicamente americano e derivato dalla realizzazione del burro, con il latte, ma il risultato non mi soddisfaceva. Ho deciso così di realizzarlo in casa, dato che si tratta di una operazione semplice e divertente.
Il latticello può essere utilizzato in moltissime ricette come muffin, pancake, piadine ai cui impasti dono una incredibile sofficità.
Ecco il procedimento :
Vi serve mezzo litro di panna e una impastatrice o sbattitore.
Montate la panna finchè non addensa; a questo punto continuate ancora finchè non si comincerà a formare un liquido ed una parte solida. Man mano che andrete avanti le due parti si separeranno.
A questo punto raccogliete il burro formatosi con le mani e sciacciate bene per fargli eliminare l'acqua, dopo di chè schiacciate il burro contro un setaccio, io ho usato una fascetta di quelle per la ricotta, e poi sciaquatelo sotto l'acqua ghiacciata, meglio se utilizzate l'acqua di una ciotola alla quale avrete unito dei cubetti di ghiaccio. Mettete il burro in della carta da forno e ponetelo dentro un contenitore in coccio. Se volete potete aromatizzarlo con sale o erbe aromatiche.
Il liquido che rimane è il latticello, filtratelo e conservatelo in frigo per non più di 2-3 giorni.
Piccola precisazione : io ho utilizzato il burro un pò la sera, sul pane, ed il resto il giorno dopo per la torta; credo comunque che i tempi di conservazione siano inferiori rispetto al burro acquistato al supermercato, e questo in virtù della maggiore percentuale di liquido che permane nel burro casalingo; vi consiglio pertano di consumarlo entro una settimana.

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Biscotti di frolla montata per sparabiscotti


L'avevo detto che prima o poi avrei dovuto provare questo strano aggeggio che mi ha regalato Marco...quale migliore occasione se non il laboratorio dei dolci di Chiara di sabato scorso?
Ho scelto come ricetta la frolla montata dì Babette, che si è rivelata della giusta consistenza e sapore.
Ho decorato con cioccolata fondente, marmellata di mandarini e di frutti di bosco e infine granella di nocciole.
Per quanto riguarda l'estetica sono consapevole che si poteva fare di meglio; tuttavia lo sparabiscotti richiede una certa manualità, io posso solo dire che preferisco la sacca da pasticcere!

Ecco la ricetta:
11 gr. di margarina tagliata a quadretti e a temperatura ambiente,
55,5 gr. burro tagliata a quadretti e a temperatura ambiente,
(potete usare anche solo burro)
83 gr. zucchero al velo,
166,6 gr. farina 00,
100 gr. farina Manitoba,
1 uova,
mezza bustina di vanillina,
1 pizzichino di sale.

Procedimento:

Setacciare insieme le due farine. Mettere il burro, la margarina e lo zucchero nell'impastatrice con la frusta a filo e montare bene. Aggiungere l'uovo e continuare a montare qualche minuto, finchè l'uovo non si sia assorbito. Con un cucchiaio incorporate delicatamente le farine, aggiungendo anche il pizzico di sale e la vanillina.Il composto va lavorato fino a renderlo omogeneo (fare questa operazione a mano sarebbe piuttosto faticoso, meglio utilizzare l'impastatrice con il gancio innestato) . Mettere nello sparabiscotti e formare i biscotti direttamente sulla teglia, senza bisogno di ungere ( il composto è già ricco di burro!).
Infornare a 170 per 12-15 minuti: i biscotti devono restare bianchi o appena-appena dorati. Tolti dal forno saranno teneri ma vanno lasciati raffreddare e sono migliori se consumati dopo qualche giorno. Si conservano a lungo in una scatola di latta.
Buon appetito!!!

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Brioche catanesi per granita




Se d'inverno il catanese doc, per la sua colazione si butta un pò più sul pesante, puntando su iris, raviole e panzerotti, d'estate e d'obbligo la granita, e con la granita non può mancare la brioches!!
Questa ricetta è frutto di tanti tentativi, insuccessi, delusioni fino a quando, con mia grande soddisfazione, ho ottenuto delle brioches meravigliose, profumate e soffici, meglio di quelle del bar, sprattutto se mangiate calde, appena sfornate!!
Ecco gli ingredientti:

250 g. farina Manitoba
250 g. farina 00
150 g. zucchero
75 g burro
10 g. sale
8 g di lievito di birra
175 g di latte (a temp. ambiente)
un cucchiaio di miele
2 uova
tre goccie di aroma panettone e due di aroma burro (in mancanza la buccia grattuggiata di una arancia)

Procedimento:

Sbriciolate il lievito in una terrina, aggiungete circa metà del latte e tanta farina quanta ne basta per formare una massa compatta. Fate un taglio a croce e coprite con pellicola. Fate riposare per una mezz'oretta o fino al raddoppio (a seconda della temperatura potrebbe volerci più o meno tempo).
Trascorso il tempo sciogliete il sale nel restante latte e unite in un'altra ciotola (o nell'impastatrice) tutti gli ingredienti tranne il burro.
Unite i due impasti ottenuti (quello lievitato e quello appena fatto) e mescolate molto bene con le mani o con l'uncino dell'impastatrice.Raccogliete l'impasto in una palla (deve essere morbido-elastico ma non deve appiccicare alle mani) Fate riposare mezz'ora.
Tagliate il burro freddo di frigo a pezzetti ed unite al composto, impastando bene per farlo assorbire all'impasto.
A questo punto copriamo con un canovaccio umido o con il celophane, avendo in questo caso l'accortezza di lasciare uno spiraglio aperto attraverso il quale l'impasto possa "respirare" e mettiamo a lievitare in un luogo caldo (almeno 26 gradi) per almeno quattro ore.

Trascorso questo tempo riprendiamo l'impasto e formiamo delle palle (io vado ad occhio ma devono essere piccole perchè lievitano molto, orientatevi sui 100 gr) alle quali formeremo un cappellino sopra. Potete utilizzare il metodo delle pieghe per fare crescere maggiormente le vostre brioches e renderle più uniformi.


Copriamo con un telo e mettiamo a lievitare. Questa lievitaione sarà più lenta, quindi vi consiglio di mettere a lievitare tutta la notte.
Trascorsa la lievitazione spennelliamo con del rosso d'uovo ed inforniamo a 180 gradi.


Eccole prima di infornarle:


Devono essere messe in forno CALDO ed essere tirate fuori non appena vedete che la parte spennellata diventa scura, davvero pochissim minuti, quindi controllatele! Non lasciatele assolutamente in forno più del necessario neanche a forno spento perchè seccano e perdono tutta la loro morbidezza!!



TEMPISTICA
Per avere le brioches al mattino io inizio la lavorazione alle 5 del pomeriggio. E' un orario che vi consiglio perchè permette di farle lievitare tutta la notte.

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Pan di Spagna

Ricetta base, indispensabile per la maggior parte delle torte, semplicissima, priva di grassi e soprattutto, senza lievito!!!
Io lo faccio così:
Per una teglia da 26 cm:
6 uova
180 gr di farina
180gr di zucchero

In ogni caso utilizzo sempre 30 gr di zucchero e 30 gr di farina per ogni uovo, variando il numero di uova in base alla dimensione della teglia.

Procedimento :
Montate con una impastatrice o con uno sbattitore le uova insieme allo zucchero per 15 minuti, nel caso utilizziate lo sbattitore dovete lavorarle un pò di più; in ogni caso la cosa fondamentale e che alla fine il composto sia diventato bianco e triplicato di volume; un metodo veloce per capire se potete fermarvi è verificare che le uova "scrivino". Fate così : immergete le fruste nel composto, sollevatele e vedete se il composto che cola da esse è abbastanza compatto da formare delle scritte sul resto del composto che rimangano ben separate, senza fondersi con esso.
A questo punto l'impastatrice non vi serve più. Prendete una spatola o un cucchiaio di legno e unite la farina setacciata, poco per volta e con estrema delicatezza, per non smontare il compsto.
Utilizzate dei movimenti dal basso verso l'alto, sempre delicati e senza mai mescolare!!
Infonate in forno caldo a 180 gradi finchè la superfice non sarà bella dorata. Prima di sfornare fate la prova dello spaghetto per vedere se l'interno è ben cotto!!
Una volta sfornato fatelo raffreddare avvolto in un canovaccio per mantenerlo bello umido.
Ecco il risultato, questo è stato fatto in uno stampo da 22 cm


Bello alto, anche senza lievito!


Buon appetito!!!

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